Il concerto di fine anno “controcorrente”
Sarà stato sicuramente il clima estivo, il termometro alle ore 24 segnava più 18 gradi, che il consueto concerto di fine anno, invece di prevedere un programma di tradizionali e celebri valzer e polke di Johann e Joseph Strass, ha presentato brani di De Falla, Bizet, Williams, Gershwin e meno male, un pezzo di J.Strauss.
Sono brani godibili in un teatro all’aperto, quindi d’estate, ma a fine anno, in un clima natalizio, anche se caldo, gioioso, spensierato, concentrarsi su queste esecuzioni, ha lasciato i presenti confusi.
Senza nulla togliere alla professionalità dei musicisti e del direttore d’orchestra, si partecipa a questo concerto per rilassarsi su queste arie semplici e godibili, senza concentrarsi ed impegnarsi all’’ascolto, immaginando questi immensi saloni pieni di luce ed arabeschi, dove con leggiadria e leggerezza i danzatori ballano il valzer.
Si ritma con le mani il pezzo, ed insomma, si partecipa.
Alla fine, come di consueto, il concerto si chiude con l’esecuzione della rumorosa e allegra Marcia di Radetzky. Durante quest’ ultimo brano, è prassi consolidata che il pubblico in sala batta le mani, seguendo il tempo scandito dal direttore, assieme all’incalzare dell’orchestra. Ma pure avendo tributato al direttore ed all’’orchestra il riconoscimento della loro esecuzione, invitandoli con applausi a più uscite, non è stata eseguita questa marcia.
L’amministrazione esce indenne da questa performance?
Penso di No. Se ci fosse stato dialogo fra l’assessore alla cultura Carmelina di Cosmo e il direttore artistico del teatro Gabriele Di Iorio nella scelta del maestro e del programma che avrebbe esibito, se la proposta era questa, “ controcorrente”, si poteva optare per la scelta di altra persona.
D’altronde, ci sono giovani e validi musicisti locali che possono dignitosamente cimentarsi nella direzione.
Eppoi, per brani semplici ed orecchiabili, si può anche dire che si “eseguono da soli”!
Alla fine del concerto, attardandoci alla uscita del teatro, molte persone erano col “muso lungo”. In genere, dopo questa esecuzione musicale, si ha l’aspetto rilassato, il volto sorridente e pronti a scambiarsi abbracci ed auguri.
Invece, si commentava negativamente e ci si lagnava di questa proposta e specialmente, di non aver potuto battere le mani !
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31 dicembre 2009 0 Commenti
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