La città che io vorrei
Sì, lo so che non è vero, sì lo so, ma son sincero. E non esiste più, non ritrovo più la città che io vorrei è scomparsa ormai, ingoiata ormai la città che io vorrei, che vorrei…
Così cantava nel 1973 Ivan Graziani, di un luogo che non riconosceva più suo, ingoiato poi per chissà quale motivo. La città che io vorrei, invece, esiste ancora, ma rischia parecchio. E’ a rischio perché spesso non si ha più tempo, né voglia, per immaginare la propria città diversa da quella che è, né di conoscere qual è la città che vorrebbero gli altri. Ecco allora un luogo che, seppur virtuale, tenta di costruire le tante città che ciascuno vorrebbe, tramite la critica, la denuncia, il confronto, lo scambio di informazioni, il dibattito; le fa convivere e dialogare. Un “vento” eterogeneo che, se soffia nella direzione giusta, può contribuire a costruire una Chieti migliore e dinamica. Una utopia? Non diteci che non ci abbiamo provato.
La città che io vorrei è una città che non si piange addosso.
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16 novembre 2009 1 Commento
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Sarebbe un piccolo passo avanti per la nostra città ,che la zona di Santa Maddalena, che stanno accomodando, fosse lasciata al solo “traffico ” pedonale.
Tante persone ,hò visto, che per andare verso Piazza Malta girano davanti alla Chiesa di S.Antonioper passare dentro quei vecchi vicoletti.
Sarebbe il primo quartiere restituito alla Città chiuso al traffico, con panchine e fioriere,dove gli anziani, e non solo,potrebbero sostare senza avvelenarsi con i fumi di scarico delle macchine.
Pensate che sia possibile portare avanti questa idea?
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