La coltivazione del riso in Abruzzo
Anche in Abruzzo si coltivava il riso. La conferma, da alcune ricerche avviate da studiosi locali che hanno trovato una spiga vecchia di 150 anni. La prossima sfida, quella di risalire al suo Dna: potrebbe darci delle risposte anche sulla varietà del riso abruzzese. È quanto afferrmato da Ezio Burri (nella foto), titolare della cattedra di Geografia del paesaggio e dell’ambiente presso l’Università dell’Aquila, che ha tenuto una relazione a Chieti sulle origini abruzzesi del cereale. Presso l’Associazione culturale Semprevivo, venerdì 27 novembre si è tenuto un incontro dal titolo “La coltivazione del riso in Abruzzo”. Secondo Burri, “il riso viene coltivato in Abruzzo dalla metà del 15mo secolo, ma intensamente dagli inizi del 1700, nelle zone costiere e al termine della corsa dei fiumi, dove la forza dell’acqua impigrisce, prima di sfociare al mare”. Bastava che ci fosse qualche esondazione, che questo terreno diventava improduttivo. Cosa si poteva coltivare in questo scenario? La scelta si è indirizzata sul riso, che ha bisogno di acqua per la sua crescita. “Il grosso vantaggio della risaia – ha aggiunto il ricercatore – sta nell’azione termoregolatrice dell’ acqua, che protegge le piante nelle prime settimane di vita da ritorni di freddo, tipici della primavera, quando non è raro imbattersi in nottate molto fredde”. L’acqua, inoltre, impedisce la germinazione delle infestanti non acquatiche. Purtroppo, però, il lavoro nella risaia, portatrice di malattie, come il miasma, dovuta all’’acqua stagnante, ha portato all’emanazione di specifiche ordinanze, per salvaguardare la popolazione: furono stabilite delle distanze, da rispettare dai centri abitati, per la coltivazione del riso. Inoltre, in Abruzzo, le risaie captavano le acque che servivano ai mulini, impedendo la macina del grano. Tutti motivi, questi, che portarono alla scomparsa della coltivazione del riso, interessato da una “globalizzazione ante litteram, in base alla quale il regno sabaudo si è appropriato di tutta l’Italia, per cui sono caduti i dazi, quindi non c’era più guadagno. Il riso coltivato al nord costava meno!”
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30 novembre 2009 0 Commenti
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