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Un Palazzo dell’Innovazione

Prendo spunto da un articolo di Tom P. sul suo blog Proposte per Chieti. Innanzitutto il turismo scolastico non è assolutamente da sottovalutare, poiché i bimbi tornano a casa e raccontano ai genitori..; bene, si potrebbe organizzare il Museo Multimediale di Storia della Civiltà Teatina, dove esporre anche le selci lavorate dall’UOMO DI CHIETI 700.000 anni fa a Madonna del Freddo, Terrazzi Zannini e Vallone Fagnano. Non solo un semplice e ulteriore polo museale, ma un vero EXPO PERMANENTE presso il Sant’Andrea in Villa Frigerj, allorquando l’attuale struttura medico-militare avrà lasciato l’ex convento. Un Palazzo che sappia valorizzare TUTTE le RICCHEZZE del nostro territorio (storia, cultura, turismo e innovazione in primis), in sinergia col rinnovato e bellissimo Palazzo de Majo. Sogno o son desto??

18 dicembre 2009   4 Commenti     Vota

1 eliodoro { 18.12.2009 alle 13:41 }

Qualche tempo fa avevo chiesto a Super Teresio (e prima ancora al buon Super Camillo) di pensare di registrare volti, pensieri, storie, lerggende, ricordi di personaggi di Teate di cui le c.d. giovani leve nulla sanno e nulla sapranno se non per fugaci discorsi che sentiranno senza prestarci la minima attenzione. La mia idea era di fare di Palazzo de Majo, allora in alto mare, un museo della Storia di Chieti, nel senso di museo vivente, con proiezioni quotidiane di filmati ed altro (per esempio, alcune conferenze di semprevivo). Ci vorrebbe qualcuno (tipo 7bello che ha qualcosa degli anni d’oro della pallacanestro) che masterizzi archivi (per esempio di programmi radiofonici o televisivi) e registri qualcosa dai grandi vecchi (per esempio, i ricordi di don Nicola Cucullo) anche sulla politica a Chieti e così via (gli scherzi alla befana dei vigili, i tempi del caffè colombo, le sorelle di nardo, etc).

2 Giovanni Liberato { 18.12.2009 alle 22:15 }

Sarebbe bellissimo,
vivente rende magnificamente l’intenzione

3 Tom P. { 19.12.2009 alle 17:11 }

Sono lieto che la mia proposta abbia stimolato altre idee. Questa di un palazzo (o museo vivente) che raccoglie la memoria della città mi piace, come piacerebbe a qualunque spirito conservatore. Il nome però mi sembra inadatto. Anche se venisse realizzato con tecnologie ultramoderne sarebbe comunque un Palazzo della Memoria e non dell’innovazione, dove si cerca di raccogliere il passato.
Non se la prendano a male i teatini puri, ma a me  sembra anche esagerato parlare di “civiltà teatina”. Tutti i luoghi nei quali si incrociano esistenze umane generano situazioni uniche che sarebbe bello poter sottrarre all’oblio. E’ un sogno eterno. Chieti forse ha un motivo in più per farlo: il dovere di riscattare quel danno della memoria perduta nell’incendio di palazzo Toppi dove molte antiche memorie erano state raccolte.

4 Francois Bonvin { 16.01.2010 alle 01:11 }

Perplesso. La smettiamo di creare spazi che sappiamo benissimo non saranno usati e di promuovere iniziative su “civiltà teatina” o per ricordare roba del passato. Guardiamo al futuro o Chieti morirà per sempre. Dobbiamo attrarre persone nuove e non ripiegarci su noi stessi. Giocare sull’area metropolitana insieme a Pescara e diventare il punto di riferimento universiterio e culturale dell’area. Insomma dividerci i compiti, perchè ormai siamo una reasltà unica: Pescara commercio e economia, Chieti cultura e università. Basta con ste storie di Teate, sisi abbiamo un bel passato ma guardiamo al presente che fa davvero pietà e rimbocchiamci le maniche per costruire qualcosa di NUOVO.

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