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Un problema serio: l’amianto

Vorrei proporre un problema non poco serio: l’amianto. Qualche giorno fa ho visto in televisione una manifestazione di protesta di persone che hanno avuto parenti deceduti a causa dell’amianto o eternit. Si sa che dal ’92 è proibito costruire con materiali aventi nella composizione l’amianto, però ad oggi non ancora è stata fatta una legge nazionale che preveda lo smaltimento di tutto il residuo ancora in circolazione. Purtroppo ce n’è ancora tanto. Molte persone, compreso il sottoscritto, non sono a conoscenza di tutti i materiali che ne contengono. Poco tempo fa è uscita una legge regionale che prevede un contributo economico di circa € 135,00 per lo smaltimento. Considerate che per smaltire circa un metro quadrato di amianto sono necessari circa € 2.000,00. Sembra quasi una presa in giro.

Non voglio soffermarmi sulle questioni burocratiche e politiche (queste se le guardino i politici), ma sul fatto che ad oggi l’amianto/eternit è ancora un problema molto sentito ed è una vera preoccupazione. Ci sono ancora persone che purtroppo muoiono a causa di questo materiale. In molte realtà nazionali, compresa Chieti, l’amianto è ancora ben presente. Nella ex Burgo per esempio, ed in tutta la zona industriale in genere. Ci sarebbe un reale bisogno di un censimento nazionale e di un provvedimento serio che possa mettere al bando questo materiale così pericoloso. Tutto questo può e deve avvenire stando vicino economicamente a quelle attività ed a quei privati che ne hanno ancora. Questo però è compito delle diverse istituzioni… noi comuni mortali possiamo fare ben poco al riguardo… solo gridare i nostri diritti e le nostre preoccupazioni.

14 dicembre 2009   1 Commento     Vota

1 Giovanna { 02.06.2010 alle 10:16 }

Non so’ se ho scelto la categoria giusta, ma questa mattina mi sono proprio in……ta e devo dire per cosa, sperando che leggano questo pezzo il maggio numero di persone.
Voglio fare i miei complimenti al consigliere comunale  Alessandro Bevilacqua che ha immediatamente capito come ci si comporta avendo “IL POTERE” di farlo.
Ha inboccato via Arniense parlando al cellulare e senza cintura contromano su una strada chiusa al traffico dove la gente, ed i bambini camminano senza aspettarsi l’arrivo di auto dalla direzione contraria al senso di marcia.
La possibilità  di parcheggiare davanti la sua abitazione c’era, bastava passare per la stradina che costeggia i ” Cappuccini”, ma così facendo, seguendo le regole, la superiorità del ruolo che si riveste non viene fuori.
Spero ardentemente che ci sia qualcuno che ci indigni come me per queste cose,  se lasciamo che tutto ci scivoli addosso senza che nulla ci procuri fastidio…………….siamo FINITI (in tutti i sensi)
 
 
 

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