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	<title>Commenti a: Un&#8217;altra scatola vuota?</title>
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	<description>Il primo urban blog della città di Chieti</description>
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		<title>Di: Tom P.</title>
		<link>http://www.chietiblog.it/2009/unaltra-scatola-vuota/#comment-67</link>
		<dc:creator>Tom P.</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 16:53:40 +0000</pubDate>
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		<description>Se non ricordo male qualcuno aveva già fatto alcune obiezioni all&#039;opinione esposta nell&#039;articolo:
- le esigenze di sicurezza degli studenti rappresentano oggi una vera priorità;
- non sembra possibile effettuare una vera messa in sicurezza senza traslocare le attività scolastiche;
- una città viva lo è anche negli assetti urbanistici e il cambiamento di destinazione d&#039;uso di alcuni edifici non è mai un problema;
Quindi una opposizione ad interventi necessari motivata dalla paura dello &quot;svuotamento&quot; non mi sembra cosa saggia e su questo penso che possiamo essere tutti d&#039;accordo.  Il problema emerge nello scoprire che esiste una paura del cambiamento irreversibile. Lo spostamento deve comunque imprigionare le scuole nell&#039;antica cinta muraria perché altromenti  il Liceo potrebbe fuggire verso una sistemazione non soltanto sicura, ma anche più comoda, dotata di parcheggi, palestre, auditorium...
Magari!  Qui il mio dissenso con l&#039;opinione esposta nell&#039;articolo diventa forte perché non si possono subordinare le esigenze reali delle persone ad una volontà (ideale) di &quot;salvare&quot; la centralità di Chieti Alta.
Io credo che il naturale attaccamento di molti teatini al proprio &quot;centro storico&quot; abbia generato una paura paralizzante. Quanto più si cerca di trattenere scuole ed uffici in luoghi non idonei, tanto più si preclude il futuro della città che viene così soffocata dalla sua paura di cambiare.  Se il liceo non torna più in via Vernia e l&#039;edificio verrà destinato ad altri usi per i quali risulta più adatto questo non rappresenta un cambiamento negativo, ma positivo. Farà vivere meglio la città.
Di cose da fare ce ne sono molte. Nel mio blog (http://chieti.blogspot.com/) ho fatto una proposta che guarda al turismo scolastico e avrebbe bisogno di strutture recettive che attualmente non esistono e non esisteranno finché permane questa paura paralizzante che impedisce a Chieti di avere una naturale e positiva evoluzione, anche negli assetti urbanistici.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se non ricordo male qualcuno aveva già fatto alcune obiezioni all&#8217;opinione esposta nell&#8217;articolo:<br />
- le esigenze di sicurezza degli studenti rappresentano oggi una vera priorità;<br />
- non sembra possibile effettuare una vera messa in sicurezza senza traslocare le attività scolastiche;<br />
- una città viva lo è anche negli assetti urbanistici e il cambiamento di destinazione d&#8217;uso di alcuni edifici non è mai un problema;<br />
Quindi una opposizione ad interventi necessari motivata dalla paura dello &#8220;svuotamento&#8221; non mi sembra cosa saggia e su questo penso che possiamo essere tutti d&#8217;accordo.  Il problema emerge nello scoprire che esiste una paura del cambiamento irreversibile. Lo spostamento deve comunque imprigionare le scuole nell&#8217;antica cinta muraria perché altromenti  il Liceo potrebbe fuggire verso una sistemazione non soltanto sicura, ma anche più comoda, dotata di parcheggi, palestre, auditorium&#8230;<br />
Magari!  Qui il mio dissenso con l&#8217;opinione esposta nell&#8217;articolo diventa forte perché non si possono subordinare le esigenze reali delle persone ad una volontà (ideale) di &#8220;salvare&#8221; la centralità di Chieti Alta.<br />
Io credo che il naturale attaccamento di molti teatini al proprio &#8220;centro storico&#8221; abbia generato una paura paralizzante. Quanto più si cerca di trattenere scuole ed uffici in luoghi non idonei, tanto più si preclude il futuro della città che viene così soffocata dalla sua paura di cambiare.  Se il liceo non torna più in via Vernia e l&#8217;edificio verrà destinato ad altri usi per i quali risulta più adatto questo non rappresenta un cambiamento negativo, ma positivo. Farà vivere meglio la città.<br />
Di cose da fare ce ne sono molte. Nel mio blog (<a href="http://chieti.blogspot.com/" rel="nofollow">http://chieti.blogspot.com/</a>) ho fatto una proposta che guarda al turismo scolastico e avrebbe bisogno di strutture recettive che attualmente non esistono e non esisteranno finché permane questa paura paralizzante che impedisce a Chieti di avere una naturale e positiva evoluzione, anche negli assetti urbanistici.</p>
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