Immagine random di Chieti... Fai reload per cambiarla!

Pedoni a Chieti

È esagerato se dico che i pedoni teatini rischiano continuamente la vita? Secondo me no! Poco più di un mese fa ho aperto un sito, www.pedoniachieti.altervista.org è il suo indirizzo ed il nome è il suo programma. Dopo 15 giorni avevo già mille visite, settemila pagina aperte e numerosi interventi. Un successo per un sito a tema. Allora, forte dei numeri, ho contattato le autorità, anzi il Sindaco, dal quale ho avuto un appuntamento per il giorno 6 novembre. Gli ho esposto le esigenze dei pedoni di Chieti:

  • marciapiedi permanentemente occupati da auto;
  • strade senza marciapiedi e senza piste pedonali;
  • divieti di sosta, di fermata e zone rimozione non rispettati;
  • qualche consiglio sulla circolazione.

Il Sindaco, con molta disponibilità, devo dire, ha convocato una riunione per il giorno 11 novembre 2009 con gli assessori del ramo: Febo per il traffico e Marino per la Polizia Urbana, alla quale mi ha invitato. Molta disponibilità, tante promesse da parte di tutti. Oggi, 24 novembre 2009, a distanza di 13 giorni da quella riunione nulla è stato fatto, è vero, nella cosa pubblica i tempi si dilatano a dismisura, voglio capirlo… e aspetto, anzi, noi tutti pedoni di Chieti aspettiamo. Se volete curiosare, tutto quanto esposto sopra è riportato ampiamente nel suddetto sito, con il testo dei pro-memoria consegnati agli interessati e tante foto. Visitatelo per constatare la tragicità della situazione e le speranze che riponiamo nelle promesse fatteci da questa amministrazione.

24 novembre 2009   3 Commenti     Vota

La cultura a Chieti. Spunti di riflessione per un dibattito aperto.

Oggi tutti parlano di cultura a diverso titolo e spesso senza averne alcun titolo. Sembra quasi che l’ambito culturale possa prescindere da specifiche competenze. Gli interventi estemporanei e improvvisati di politici e di funzionari pubblici che molto spesso si trovano in mano, senza saperlo, i gioielli immateriali di una comunità, sono la manifestazione più evidente di questo pericoloso equivoco. La cultura in verità dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello di una qualsiasi amministrazione pubblica. Essa è per l’immaginario di una società ciò che i lavori pubblici sono in ambito materiale. E’ l’architettura immateriale di una comunità che poggia sui “perni identitari”, quelli che la rendono unica e riconoscibile in un mondo come il nostro, caotico e globalizzato. Proprio per questo è necessario che di cultura si parli con il massimo rispetto, non relegandola ai margini dell’attività amministrativa. La politica dovrebbe comportarsi, almeno in questo ambito, al di fuori da logiche spartitorie, rivolgendosi alla comunità nella sua interezza e puntando a lasciare un segno positivo nello sviluppo e nella storia cittadina. Ma qual è il significato della parola “cultura”?
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23 novembre 2009   2 Commenti     Vota

Inaugurato il primo mercato di “Campagna Amica”

ColdirettiDalle 8.00 alle 13.30 di oggi sabato 21 novembre 2009, nell’ex pescheria di Via Arniense, prende il via il primo “Mercato di Campagna Amica”, promosso da Coldiretti in collaborazione con la Fondazione Campagna Amica, nell’ambito del progetto nazionale per una filiera agricola tutta italiana. Gli imprenditori agricoli associati venderanno direttamente ai consumatori i propri prodotti nel rispetto di un regolamento interno che prevede la garanzia della provenienza e della tracciabilità ed il controllo dei prezzi massimi praticati secondo quanto stabilito da un accordo quadro con le principali Associazioni di Consumatori italiane. Una filiera “firmata” in cui è obbligatoria l’indicazione dell’origine della materia prima in etichetta ed il legame con il territorio di origine.

I mercati di Campagna Amica rientrano nel progetto confederale che prevede la creazione di un grande sistema agroalimentare alternativo alla Gdo – ha dichiarato Michele Errico di Coldiretti – una filiera che superi le difficoltà del mondo agricolo, costretto ad assistere alla progressiva contrazione dei prezzi alla produzione a fronte dell’aumento dei prezzi al dettaglio“. Il mercato di Chieti, con apertura settimanale, è il primo di una rete di mercati che entro l’anno verranno aperti anche a Pratola Peligna, Giulianova, Tollo, Scurcola Marsicana, Pescara, Casoli e Vasto. Hanno inoltre aderito i Comuni di Città Sant’Angelo, Montesilvano, Pianella, Atri, Atessa e Sulmona, che ospiteranno i mercatini a partire dal 2010.

21 novembre 2009   1 Commento     Vota

Macadafacullù

Macadafacullù”. Una frase che sicuramente fa parte del repertorio dell’ignavo urbano. Soggetto per il quale tutto scorre immutabile in una realtà dove le novità non possono attecchire. Io, purtroppo, l’ho sentita spesso a Chieti. Si apre un nuovo locale? “Vabbò ma tanto, macadafacullù”. Anche io per carità, a volte, ho pronunciato il famoso abracadabra quindi sono stato allo stesso tempo artefice e vittima di questa atmosfera. Ma questa atmosfera si può e si deve cambiare. La mia città è bellissima, io la penso così, ci sono nato, non vedo perché dovrei pensarla diversamente; il campanilismo è semplicemente uno dei tanti muri che non ti fa guardare al di là del tuo orticello, sono contro il campanilismo. Credo molto però nell’orgoglio e nella determinazione usati per valorizzare il proprio territorio. I campanili possono essere usati come riparo, ma ci si può anche salire sopra, si vede meglio quanto di bello c’è di sotto ed intorno e si riesce a guardare anche più lontano.

20 novembre 2009   Nessun Commento     Vota

Il giuramento del candidato

Facciamo un giochino. Propongo uno straccio di programma politico che ogni candidato al Consiglio Comunale (e, perché no, anche ogni candidato Sindaco) dovrebbe sottoscrivere. Una sorta di “contratto con i Teatini” (ogni riferimento non è puramente casuale). Il candidato tal dei tali alle elezioni prossime venture, dichiara di aderire ai seguenti punti e si impegna a portare avanti le battaglie necessarie per la loro realizzazione concreta:

  1. promozione di “Chieti Città Turistica”;
  2. l’ex ospedale San Camillo de Lellis devoluto all’Università d’Annunzio;
  3. salvaguardia della funzione pubblica dell’area della Caserma Berardi;
  4. pedonalizzazione del Centro Storico;
  5. riorganizzazione del trasporto urbano (servizio notturno, bus navetta Centro Storico/Univ.-Osp./Stazione FFSS, filovia, terminal e parcheggi alla stazione della Nuova, cartellonistica, etc..);
  6. NO ALL’AREA METROPOLITANA (che non esiste), in quanto inutile e dannosa per il Comune che intendo rappresentare e amministrare.

Avete altri punti da suggerire?

18 novembre 2009   6 Commenti     Vota

I commenti su ChietiBlog.it

Ci rendiamo conto che iscriversi per poter commentare su ChietBlog.it potrebbe risultare poco comodo per più di una persona. La scelta, però, è stata dettata dal fatto che questo spazio si sostiene grazie alla passione di coloro che dedicano parte del loro tempo libero a questa nuova “avventura” che speriamo possa coinvolgere e interessare tantissimi teatini. Operare un filtro in tempo reale sui commenti che arrivano sarebbe improponibile. Per questo chiediamo la registrazione. E’ uno spazio costituito per un dibattito costruttivo aperto a tutti ma, purtroppo, è pur sempre possibile che vengano pubblicati commenti diffamatori o ingiuriosi che non saremmo in grado di rimuovere con il giusto tempismo.

18 novembre 2009   Nessun Commento     Vota

Un ricordo del Professor Camillo Gasbarri

Il mio sogno è andarmene in Africa ad insegnare italiano, almeno lì inizierei da zero“. Eh sì, Professore, una volta ci avevi detto così, in quella classe di ragioneria un po’ naif, ma noi lo sapevamo che ci volevi bene, che da quella lotta impari tu non ti sei mai tirato indietro.

Le tue armi erano l’educazione, l’ironia sottile, il garbo, la cultura smisurata che non ti piaceva ostentare. Ad inizio novembre te ne sei andato, immagino che adesso sgambettando da una nuvola all’altra, ti imbatterai in qualche africano e lì finalmente realizzerai il tuo sogno e via con quelle bellissime lezioni che riuscivano a passare anche la spessissima barriera della nostra ignavia adolescenziale verso il sapere.

Già il sapere.

Eri anche uno storico, inarrivabile conoscitore della mia città, 600′; 700′; 800′ e cosi via, non mancava mai un tuo aggancio pratico, guardate che se andate in quel vicolo, vedete la tela in quella chiesa, capirete meglio cosa vi sto dicendo. Ragionieri, alcuni anche scanzonatamente asini, che hanno avuto il miglior professore che si possa immaginare. La tua severità alla fine stava tutta nei tuoi giudizi, perché sudarsi una sufficienza non era cosa facile, né in italiano, né in storia, per non parlare dei compiti scritti.

Però chi se le scorda le tue barzellette in quel dialetto che tanto amavi. Una volta il mio compagno di banco aveva scritto sul muro “Un erezione triste per un coito modesto”. Per un po’ di giorni non ci avevi fatto caso, poi una mattina ti sei avvicinato come una furia, mi hai preso la bic e ti sei messo a strillare “Dio mio! L’apostrofo! Manco l’apostrofo ci avete messo!“. Apposto il segno mancante sei tornato in cattedra ed hai continuato la lezione. Non ti sei scomposto manco quando tornato a casa ti sei accorto che nella tua borsa avevamo infilato degli slip da donna comprati alla vecchia Upim la sera prima, per non parlare poi delle varie banane con le scritte “sbucciami” che periodicamente finivano sempre nella stessa borsa.

Tra una risata e l’altra ci hai fatto capire tanto cose, l’amore per la lettura e quanto sia difficile esprimersi bene. Una volta mi hai detto, anni dopo, (si perché eri un archivio vivente, eri tu ad avvicinarti per salutare noi anche a centinaia di metri di distanza) quando ti ho raccontato che avevo iniziato a scrivere per un giornaletto locale, “stai attento, non fare mai l’errore di credere di sapere scrivere. L’uso delle parole è una azione che richiede grande responsabilità; responsabilità ed onestà“.

E comunque ancora oggi cerco di evitare di guardare per terra quando cammino. Lì veramente ti alteravi. “Osservate, osservate, la storia si trova intorno a voi, sopra di voi, sui muri dei palazzi, in una targa, dentro le finestre, prende la forma di un cornicione, di un tetto. Non abituatevi mai, mai, a guardare per terra“.

17 novembre 2009   Nessun Commento     Vota

La città che io vorrei

Sì, lo so che non è vero, sì lo so, ma son sincero. E non esiste più, non ritrovo più la città che io vorrei è scomparsa ormai, ingoiata ormai la città che io vorrei, che vorrei…

Così cantava nel 1973 Ivan Graziani, di un luogo che non riconosceva più suo, ingoiato poi per chissà quale motivo. La città che io vorrei, invece, esiste ancora, ma rischia parecchio. E’ a rischio perché spesso non si ha più tempo, né voglia, per immaginare la propria città diversa da quella che è, né di conoscere qual è la città che vorrebbero gli altri. Ecco allora un luogo che, seppur virtuale, tenta di costruire le tante città che ciascuno vorrebbe, tramite la critica, la denuncia, il confronto, lo scambio di informazioni, il dibattito; le fa convivere e dialogare. Un “vento” eterogeneo che, se soffia nella direzione giusta, può contribuire a costruire una Chieti migliore e dinamica. Una utopia? Non diteci che non ci abbiamo provato.
La città che io vorrei è una città che non si piange addosso.

16 novembre 2009   1 Commento     Vota

Benvenuti su ChietiBlog.it!

Stemma ChietiVedere la propria idea che finalmente prende forma e si realizza dopo anni passati a tentare di coinvolgere altre persone nel progetto ed a rendersi conto ancora una volta di come purtroppo esistano molti chietini e pochi teatini, non ha prezzo. Unico requisito richiesto: essere visionari come il sottoscritto. ChietiBlog.it ha infatti la folle pretesa – in maniera del tutto disinteressata, checché ne diranno i soliti polemici, pettegoli e disfattisti secondo i quali c’è sempre un secondo fine dietro questo tipo di iniziative – di raccontare Chieti raccogliendo ed organizzando ogni tipo di informazione che la riguardi, di sostituirsi al sito web istituzionale del Comune relativamente a quei servizi che invano sono stati più volte richiesti, di realizzare un calendario condiviso degli appuntamenti cittadini che possa diventare un punto di riferimento per i teatini, per le associazioni e per i turisti, di segnalare e valorizzare tutti gli altri blog locali, di ricordare la storia ed i personaggi, di favorire la discussione tra i cittadini, di evidenziare ciò che non va. Il tutto, provando a sfruttare al massimo i nuovi strumenti che il cosiddetto web 2.0 ci mette a disposizione.

Quello che vedete ora è poco più di uno scheletro, però è abbastanza solido e spazioso per accogliere e raccogliere tutti i vostri contributi: potete collaborare inviandoci il vostro materiale, segnalandoci gli eventi che state organizzando (se rappresentate un ente o un’associazione potete richiedermi l’accesso diretto al calendario per poter inserire e modificare autonomamente tutti i vostri appuntamenti), scrivendo degli articoli (se intendete farlo in maniera continuativa creerò per voi un account su questo blog per poter inserire i post come e quando desiderate, senza alcun tipo di vincolo ed impegno fisso), segnalandoci la vostra struttura ricettiva o la vostra attività enogastronomica, o anche semplicemente lasciando un commento per alimentare una discussione. ChietiBlog.it nasce grazie a noi, ma deve crescere grazie a voi.

16 novembre 2009   7 Commenti     Vota